Il territorio del comune di Palazzuolo sul Senio si riversa sullo spartiacque emiliano-romagnolo e si estende su di una superficie di circa 11.000 ettari, collocati fra un’altitudine di 303 mslm della località Misileo posta a nord-est dell’abitato di Palazzuolo, ai 1187 mslm del monte Carzolano posto a sud. Lo spopolamento delle aree rurali negli anni del dopoguerra e del boom economico, ha fatto si che la natura a passi lenti si impossessasse del territorio abbandonato dall’uomo, offrendoci oggi un grande patrimonio naturalistico pressoché intatto.
Molte case rurali sono state recuperate, altre purtroppo si sono dissolte nel tempo, lasciando qua e la tracce della loro esistenza e dando vita ad affascinanti ruderi che si fondono con la natura che le circonda.

Il paesaggio rigoglioso di vegetazione che si alterna a rive di roccia marnoso – arenaria, riposa lo sguardo di chi lo osserva infondendo serenità e benessere. I boschi sono composti prevalentemente da piante a foglia caduca come faggi, querce e il celebre castagno da cui nasce uno dei frutti più pregiati del nostro territori il MARRONE.
I sempreverde come pini e abeti sono frutto del rimboschimento, mentre il sempreverde tipico è il ginepro.
Panorami inimmaginabili si aprono a chi è avvezzo a fare trekking, dove spuntano pievi, antichi ponti in pietra, e borghi storici ricchi di tradizioni che dai loro picchi reclamano attenzione.
Il clima, piuttosto rigido in inverno quando le nevicate non sono rare, è particolarmente gradevole in estate, grazie ai freschi venti montani che mitigano la calura.
I Fiori che adornano la nostra campagna, sono centinaia e centinaia, dalla prima primavera al tardo autunno. Ogni periodo, ogni stagione ha i suoi fiori dai mille colori, ma tutti sono infinitamente belli.
Gli animali selvatici, dopo un lunghissimo periodo di accanita persecuzione, sono in ripresa ovunque. Così capriolo, cinghiale, scoiattolo, volpe, tasso e istrice sono ormai presenze comuni. Negli ultimi anni è comparso, nel nostro territorio, anche il lupo a ridosso del crinale.
Il volo dei rapaci come la poiana e il martellare del picchio nei boschi ci segnalano un ambiente ancora ecologicamente intatto.
Solcano il cielo e volano da un albero all’altro molte razze di uccelli: il pettirosso, il merlo, la Beccaccia e molti altri.
Il rapporto fra uomo e ambiente è sempre stato saldissimo e questa sinergia oggi consente di offrire un’accoglienza all’insegna del turismo responsabile ed ecologicamente compatibile.